iniziative

Donare il Tempo

L’impegno di cittadinanza attiva dell’Associazione Passione per Cremona rappresenta un modo per dare valore al 𝗧đ—Čđ—șđ—œđ—Œ, non sprecarlo e conferirgli una fisionomia di concretezza.
Il Tempo riservato alla cittĂ  Ăš atto di responsabilitĂ  civica, intercettazione di bisogni, accoglimento di richieste, offerta di risposte, in sintesi un đ—±đ—Œđ—»đ—Œ.
In quest’ottica, l’Associazione Ăš stata invitata a illustrare la sua testimonianza nel contesto del cammino pastorale formativo per gruppi adulti A.C. Cittanova di Cremona – S.Agata. S.Agostino S.Ilario – in un incontro di rifessione dedicato all’đ—źđ˜đ˜đ—¶đ—șđ—Œ: cogliere le istanze del presente per uscire da sĂ© e vivere di atti e relazioni efficaci.

 

 

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A servizio di una causa: il problema dei trasporti ferroviari in Lombardia

Sabato 16 novembre 2019, l’Associazione Passione per Cremona ha incontrato esponenti del Comitato Pendolari linea Mantova-Cremona-Milano InOrario e alcuni cittadini – studenti e lavoratori – interessati al problema dei trasporti ferroviari lombardi, particolarmente gravi nel sud dalla regione. La situazione di disagio dovuta a disservizi diventa ogni giorno piĂč pesante.

In seguito all’elaborazione dei dati quotidiani del sistema MyLink di Trenord, nel corso del mese di novembre sono state calcolate oltre cento ore di ritardo sulla linea ferroviaria Mantova-Cremona-Milano. Numeri impressionanti, un quadro preciso della sconcertante inefficienza raggiunta su una linea frequentata ogni giorno da migliaia di pendolari, che ormai quotidianamente arrivano al lavoro in ritardo.

I ritardi giornalieri ammontano a sessanta, settanta minuti su linee quali Fidenza-Cremona, Cremona-Brescia e l’ormai citata Mantova-Cremona-Milano e ritorno. Spesso i treni vengono anche soppressi per guasti, senza talora adeguato preavviso agli utenti, che devono quindi arrangiarsi – molti sono in seguito costretti a chiedere giorni o ore di permesso oppure ferie, in numerosi casi giĂ  esauriti – o utilizzare mezzi alternativi messi a disposizione all’ultimo momento e spesso trovati ormai stipati.

Non si tratta di casi eccezionali, Ăš bensĂŹ la realtĂ  quotidiana. Gli utenti maggiormente colpiti sono lavoratori e studenti che si alzano molto presto al mattino per essere in stazione alle 7.30: a quell’ora dovrebbe transitare il convoglio diretto a Milano, il piĂč utilizzato dai pendolari cremonesi.

La situazione Ăš davvero insostenibile.

Assieme ai pendolari, contro una gestione millantata come buona da Regione Lombardia per voce dell’assessore Claudia Maria Terzi (Lega), la nostra associazione ha in programma appuntamenti futuri, si prepara per un piano d’interventi e proposte in sinergia con altre realtà associative estendendo gli incontri a tutti i cittadini cremonesi coinvolti direttamente o indirettamente: viaggiatori occasionali, commercianti, ristoratori, comparto turistico, amministrazioni locali.

Nella riunione del 16 novembre, sono emerse proposte che abbiamo inviato all’amministrazione comunale cremonese non perchĂ© sia responsabile – la competenza sui trasporti Ăš regionale – ma affinchĂ© possa intervenire fattivamente in nome e per nome della cittĂ . L’Associazione Passione per Cremona si Ăš costituita anche per essere un intermediario tra cittadini e istituzioni e lo spirito costruttivo ne Ăš il motore.

Ecco i punti discussi e inoltrati agli enti preposti.

 

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Passione per Cremona e i diritti fondamentali dell’uomo

locandina convegno

I diritti fondamentali dell’uomo in un mondo in continuo movimento: un convegno che ha visto la presenza, a Cremona, del Premio Nobel per la Pace 2015, Abdelaziz Essid accanto ad altri prestigiosi professionisti del mondo giuridico nazionale.

Come associazione di cittadinanza attiva per Cremona, ù stato davvero un onore poter fornire un contributo a una serie d’interventi di alto profilo e levatura internazionale.

Le dichiarazioni di M. Essid davanti a una platea numerosa fanno riflettere molto. La sua comunicativa Ăš inoltre contagiosa, le sue parole si depositano in un silenzio di ammirazione.

 

Abdelaziz Essid a Cremona, Sala Maffei 8 novembre 2019

«Sono nato in una regione povera, dove c’ù solo sabbia e sole, nel sud della Tunisia. Il confine con la Libia Ăš vicino e quando Ăš esplosa la guerra civile libica abbiamo accolto piĂč di un milione di profughi. Non abbiamo mai pensato di chiudere le frontiere. Li abbiamo accolti perchĂ© siamo esseri umani, abbiamo condiviso la nostra terra con loro. Questo senso di umanitĂ  dovrebbe guidare anche l’Occidente nella risoluzione della questione libica: a poche centinaia di chilometri dalla Sicilia si verificano le peggiori atrocitĂ , lo Stato si Ăš dissolto e tutto questo non puĂČ essere ignorato. Tutti i paesi del Mediterraneo e l’Europa non potranno essere tranquilli se questo conflitto alle porte del continente Ăš destinato a proseguire.»

L’approccio di M. Essid alla lotta contro il terrorismo ù lucido e basato sul concetto di stato di diritto.

«È necessario lottare contro il terrorismo. Bisogna sempre essere attenti ai nostri valori, non lasciare che le fobie create dalle fake news o da stati potenti che diffondono un sentimento di rifiuto dell’altro ci possiedano. Se si vuole essere solidali nella nostra guerra contro il terrorismo, Ăš necessario sapere distinguere tra il criminale e la vittima. Il terrorismo Ăš tutelato da interessi che legano il petrolio delle monarchie del Golfo alle potenze occidentali. I terroristi manipolano l’interpretazione del Corano, le nostre religioni sgorgano dalla stessa fonte. Il dialogo Ăš l’unica via, insieme al rispetto della legalitĂ  e delle procedure dello Stato di diritto. Non dobbiamo rispondere alla barbarie con altre barbarie.»

Il nostro contributo, come Associazione di cittadinanza attiva, Ăš consistito nel fornire un supporto letterario ai temi trattati. Non Ăš stato semplice scegliere testi dedicati ai diritti fondamentali dell’uomo poichĂ© la letteratura ne ha regalati tanti nell’arco dei secoli, centrati sul tema della tolleranza, sulla diversitĂ  concepita come una ricchezza culturale e sociale, anche sull’immigrazione.

Abbiamo optato per un brano tratto da Il razzismo spiegato a mia figlia di Ben Jelloun, libro e autore noti a tutti.

Scrittore francofono, nato a FĂšs, vissuto in seguito a Tangeri e Rabat dove ha studiato filosofia, in seguito emigrato in Francia, a Parigi, cittĂ  in cui vive tuttora, Ben Jelloun Ăš attualmente l’autore contemporaneo francese piĂč tradotto al mondo.

Il libro Ú stato pubblicato nel 1997 e ha quindi oggi ventidue anni, ma non Ú affatto datato poiché offre riflessioni essenziali e fondamentali sulla condizione umana e va ben oltre la cronaca e il contingente.

In estrema sintesi, il libro propone un dialogo tra padre e figlia, lo stesso Ben Jelloun e la figlia MĂ©riĂšme. Come l’autore spiega nell’introduzione, ha pensato di scrivere questo libro dopo avere partecipato, il 22 febbraio 1997, a una manifestazione contro la legge DebrĂ©, discriminatoria nei confronti degli stranieri residenti in Francia. Sua figlia MĂ©riĂšme, che allora aveva dieci anni, era con lui. Bambina molto intelligente e curiosa, ha iniziato a porgli domande non solo sul razzismo, ma anche sul pregiudizio contro gli stranieri e i cosiddetti “diversi “, la discriminazione in nome di una presunta superioritĂ , su tolleranza e intolleranza, accettazione, convivenza civile, su valori quindi che non hanno tempo.

Le spiega che il razzismo non riguarda solo i bianchi contro i neri, ma anche il contrario, i neri verso i bianchi, gli ebrei verso gli arabi, gli arabi verso gli ebrei: l’intolleranza, che sfocia nella xenofobia, puĂČ esplodere anche in chi ne Ăš stato vittima. «Il fatto di avere subito un’ingiustizia non rende per forza giusti». Egoismo, paura, vigliaccheria, ignoranza sono le cause principali di un atteggiamento di disconoscimento dell’altro che Ben Jelloun definisce «nonsenso».

Il razzismo spiegato a mia figlia Ăš stato rieditato nel 2010 con l’aggiunta di una splendida Prefazione, che contiene una lettera alla figlia MĂ©riĂšme ormai cresciuta, e nel 2018 in un’edizione ancora piĂč completa.

Al convegno, abbiamo proposto due parti brevi tratte dalla prima e della seconda edizione in cui si riflette sul rispetto, con pensieri di grandissima attualità, lettura consegnata alla voce di Massimiliano Pegorini accompagnato al violino da Angela Alessi, in un’esibizione di alto livello.

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(Ben Jelloun, ‘Il razzismo spiegato a mia figlia’, 1997)

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(Ben Jelloun, ‘Il razzismo spiegato a mia figlia’, ed. 2010)

A seguire, una riflessione personale di Primula Bazzani, che si sviluppa in immagini e flash, su come i bambini siano in grado di vincere gli stereotipi e superare le sovrastrutture mentali e sociali poichĂ© ne sono privi. L’auspicio Ăš che possano vivere in futuro, da adulti, in un clima migliore del nostro attuale.

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(Primula Bazzani, Ma BohĂšme 2014)

 

 

 

 

iniziative

Passione per Cremona dona tre alberi alla cittĂ 

«Anche se sapessi che domani il mondo andrà in pezzi, vorrei comunque piantare il mio albero di mele». (Martin Luther King)

«Lo stolto non vede un albero allo stesso modo del saggio» (William Blake)

Piantare alberi Ú un gesto carico di speranza. Mettere radici significa amare il territorio in cui viviamo e contribuire a preservare il futuro dei ritmi della natura. Gli alberi sono indispensabili poiché senza non ci sarebbe vita.

Continua la nostra campagna ‘Mettiamo Radici’ in adesione al progetto del Comune di Cremona ‘Regala un albero alla tua cittĂ ’ che s’inserisce in un preciso quadro normativo, la legge 10/2013 in cui all’art. 1 «La Repubblica riconosce il 21 novembre quale ‘Giornata nazionale degli alberi’ al fine di perseguire, attraverso la valorizzazione dell’ambiente e del patrimonio arboreo e boschivo, l’attuazione del protocollo di Kyoto, ratificato ai sensi della legge 1Âș giugno 2002, n. 120, e le politiche di riduzione delle emissioni, la prevenzione del dissesto idrogeologico e la protezione del suolo, il miglioramento della qualitĂ  dell’aria, la valorizzazione delle tradizioni legate all’albero nella cultura italiana e la vivibilitĂ  degli insediamenti urbani.»

A due mesi dalla costituzione dell’Associazione Passione per Cremona, abbiamo raggiunto un primo obiettivo concreto a favore dell’ambiente.

Con Serre Comunali abbiamo formalizzato la donazione di tre alberi (un Quercus Robur e due Celtis Australis), iniziativa resa possibile grazie all’impegno dei volontari e alle offerte dei cittadini per un totale di 600 euro.

Le piante saranno messe a dimora nell’area verde del Quartiere Maristella in via Falcone e Borsellino, meteo permettendo, per la Giornata Nazionale degli Alberi il 21 Novembre, come stabilito dalla legge sopra citata.

La nostra campagna ‘Mettiamo Radici’ non si ferma qui, prosegue per le piantumazioni di Marzo auspicando la conferma del progetto comunale “Regala un albero alla tua città” al quale abbiamo fatto riferimento.

Un piccolo contributo si somma ad altri per un risultato efficace: non tutti possono permettersi di donare una pianta alla propria cittĂ , e molti lo desidererebbero. Eccoci perciĂČ a servizio della cittadinanza e di Cremona per uno scopo dal significato rilevante.

Per informazioni e contatti

e-mail passionepercremona@gmail.com

tel. 351 8577323

pagina Facebook

 

 

 

iniziative

Abdelaziz Essid, premio Nobel par la Pace 2015: un’occasione per Cremona, un’opportunitĂ  per l’Associazione Passione per Cremona

Venerdì 8 e sabato 9 novembre, Cremona ha l’onore di ospitare un convegno di grande prestigio organizzato dalla Camera Penale di Cremona-Crema. Si svolgerà in due momenti: venerdì pomeriggio, la sessione ù dedicata a cittadini e avvocati, sabato mattina agli studenti delle scuole superiori.

Noi di Passione per Cremona abbiamo accettato con entusiasmo l’invito a collaborare e ringraziamo sentitamente l’avvocata Mariateresa Pagliari, del Foro di Cremona, ideatrice del progetto, per averci coinvolti. È stata un’occasione importante per offrire la consulenza richiesta dall’organizzazione, desiderosa di corredare con riferimenti letterari gli interventi degli esperti sul tema dei “diritti fondamentali dell’uomo”. La vicepresidente dell’Associazione, Primula Bazzani, ha proposto il materiale che introdurrà nel corso del convegno di venerdì pomeriggio e sarà letto dall’attore cremonese Massimiliano Pegorini accompagnato al violino da Angela Alessi.

Un bel lavoro di Ă©quipe.

Accanto all’avvocato Alessio Romanelli del Foro di Cremona, presidente della Camera Penale di Cremona-Crema, saranno presenti relatori molto autorevoli: gli avvocati Guido Savio del Foro di Torino, socio dell’Associazione per gli Studi Giuridici sull’immigrazione, autore di pubblicazioni sulla rivista “Diritto, immigrazione e cittadinanza” del cui comitato di redazione ù inoltre membro; Valerio Spigarelli, del Foro di Roma, dal 2010 al 2014 presidente nazionale dell’Unione delle Camere Penali, ora docente di Procedura Penale alla ‘Scuola di specializzazione per le professioni legali’ presso l’Università La Sapienza; la dott.ssa Paola Scevi, docente di Diritto Penale e direttrice del master in Diritto dell’immigrazione presso l’Università di Bergamo, la prima a istituire in Italia un corso di laurea in questa disciplina presso l’Università di Piacenza. Il giovane avvocato Hilarry Sedu, consigliere dell’Ordine degli avvocati di Napoli, parlerà agli studenti nella sessione del sabato mattina.

Come associazione di cittadinanza attiva per Cremona, ù davvero un onore poter fornire un contributo a una serie d’interventi di alto profilo e levatura internazionale.

L’avvocato tunisino Abdelaziz Essid conferisce al convegno una portata ampia, cosmopolita e un livello di grande pregio. Presidente dell’Ordine degli avvocati tunisini, assieme ad altri componenti del “Quartetto per il dialogo nazionale in Tunisia”, nel 2015 Ăš stato insignito del premio Nobel per la Pace, motivazione: «il contributo decisivo nella costruzione di una democrazia pluralista in Tunisia alla luce della rivoluzione dei Gelsomini del 2011. Il Quartetto Ăš riuscito a creare un processo politico pacifico in un momento in cui la Tunisia era sull’orlo della guerra civile. E cosĂŹ ha messo il paese nelle condizioni di stabilire una costituzione e un sistema di governo che garantisca i diritti fondamentali a tutto il popolo tunisino indipendentemente dal genere, dal credo politico o dalla fede».

Componente di una delle quattro organizzazioni del Quartetto (Ordine nazionale degli avvocati di Tunisia, Unione generale tunisina del lavoro, Confederazione dell’industria, del commercio e dell’artigianato, Lega tunisina per i diritti dell’uomo) Abdelaziz Essid ù stato fautore della transizione democratica del paese che ha messo fine a oltre vent’anni di potere di Ben Ali. Un risultato importantissimo ù stato la ratifica della nuova Costituzione tunisina nel gennaio 2014.

Intervenuto alla conferenza dell’OUA (Organismo Unitario Avvocatura italiana) a Torino nel novembre 2015, Abdelaziz Essid ha ricordato così i terribili giorni del 2011:

«Il 14 gennaio 2011 il dittatore Ben AlĂŹ fugge. Lo Stato non esiste piĂč. Il disastro Ăš totale. Pochi hanno il coraggio di fare qualche cosa: non i politici, non le forze dell’ordine, non i giudici. Gli avvocati sĂŹ, tutti, senza divisioni. [
] Gli avvocati pensano che Ăš in gioco la libertĂ . Sono novemila avvocati su una popolazione di undici milioni e per la gran parte (due terzi) si sono schierati contro il regime per difendere la libertĂ  e gli oppositori. 

Poi, la prima scintilla, e il popolo che scende nelle strade, e gli avvocati scendono anch’essi nelle strade con le loro toghe per essere baluardi di libertà, per proteggere i manifestanti. Ed ù poetica l’immagine degli avvocati schierati in toga che si interpongono tra il popolo e le forze dell’ordine. [
]
Il prezzo pagato Ú alto perché muoiono anche alcuni avvocati. Ma Ú un dovere essere presenti perché sempre si deve tutelare il diritto. CosÏ ugualmente, quando vi Ú il terrorismo noi siamo in prima linea, sempre contro chi attenta al valore della libertà.
È stata una cosa straordinaria, eccezionale, questa avvocatura che ha avuto e ha il rispetto generale sancito dalla popolazione.
Dopo il 14 gennaio 2011, l’avvocatura ù stata la locomotiva del cambiamento. [
]
Il dialogo ù un’idea.
Questo Ăš stato il momento in cui abbiamo convocato tutti per il dialogo, per dire sĂŹ al confronto e no alla divisione e al sopruso, per difendere la societĂ  e diritti.
Così [
] il paese ha vinto.
Abbiamo anche convinto il governo islamico eletto a dimettersi per rifare le elezioni, sempre e soltanto con il dialogo. È nostro dovere farlo.
CosĂŹ Ăš anche per il terrorismo che oggi incombe. Basta un attentato per distruggere il nostro paese, che vive e deve vivere sulla fiducia.
Dopo l’attentato del Bardo, avvocati italiani del Consiglio Nazionale Forense sono venuti a Tunisi, nei nostri giorni bui, per fare un convegno con noi. Penso che una parte del premio Nobel vada anche a voi.
Ora non chiediamo aiuto. È il tempo per chiedere solo solidarietà, come facenti parte della società civile e come avvocati per la mobilitazione globale del paese contro il terrorismo.
Partecipare tutti in questo disegno Ú necessario.»

Parole di cui fare tesoro.