cittadinanza attiva

Polemiche sulla collocazione impianto fotovoltaico a Cremona

dal quotidiano La Provincia del 14 dicembre 2019

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cittadinanza attiva

Un parco fotovoltaico alle porte della città?

Passione per Cremona è un’associazione apolitica e apartitica. È una realtà di cittadinanza attiva e, quindi, non avulsa da situazioni concrete, agisce e vive in un contesto urbano e sociale preciso, ne conosce le problematiche, cerca di affrontarle ed esprime posizioni al riguardo.

Il tema ambientale ne caratterizza buona parte dell’impostazione teorica e dell’operato. Per sua stessa natura, perciò, Passione per Cremona non può e non vuole esimersi dal formulare valutazioni su un progetto che in questi giorni sta suscitando molte perplessità.

La Fondazione Città di Cremona intende, tramite una società di Verona, installare un parco fotovoltaico a terra su aree agricole strategiche di fronte a Cremona Solidale, per un’estensione di ben quindici ettari.

Capiamo la necessità di procedere alla produzione di energia con sistemi basati su fonti rinnovabili, incentivata finanziariamente anche dalla Comunità Europea, non comprendiamo tuttavia la scelta di sacrificare terreni agricoli, di ampia metratura come in questo caso e alle porte della città, per uso esclusivo d’impianti fotovoltaici a terra. Ben difficile, se non impossibile, a detta di esperti, che quel terreno possa ritornare coltivabile. La concessione sarebbe poi trentennale, un lasso di tempo durante il quale il terreno diventerebbe quasi certamente improduttivo.

Poiché l’iter è solo all’inizio, serve il rilascio di un’autorizzazione della Provincia ai sensi del decreto nazionale Dlgs. 387 del 2003 e Legge Regionale 5 del 2010 per la verifica di VIA, è più che mai opportuno avanzare proposte alternative da parte di cittadini e associazioni ambientaliste, mozioni basate sul vaglio relativo all’impatto ambientale, suggerimenti sul posizionamento dell’impianto stesso in altre sedi – perché no ai tetti delle abitazioni? O in tante aree dismesse in città? Perchè non ipotizzare progetti di piantumazione in quell’area che ospiterebbe da 15000 a 18000 piante e magari il ricorso all’agrovoltaico che unisce due esigenze?

Siamo convinti di queste proposte, fatte anche già da altri portatori di interesse, le inoltreremo all’amministrazione per un contributo costruttivo, come nostra prassi.

Passione per Cremona è un’associazione giovane, una realtà che sta cercando il suo spazio nel tessuto cittadino, lo sta trovando piano piano. Grinta e tenacia non ci mancano e collaboreremo fattivamente con Lega Ambiente cremonese e con il comitato ‘no parco fotovoltaico’ che si sta costituendo.

 

 

iniziative

Donare il Tempo

L’impegno di cittadinanza attiva dell’Associazione Passione per Cremona rappresenta un modo per dare valore al 𝗧𝗲𝗺𝗽𝗼, non sprecarlo e conferirgli una fisionomia di concretezza.
Il Tempo riservato alla città è atto di responsabilità civica, intercettazione di bisogni, accoglimento di richieste, offerta di risposte, in sintesi un 𝗱𝗼𝗻𝗼.
In quest’ottica, l’Associazione è stata invitata a illustrare la sua testimonianza nel contesto del cammino pastorale formativo per gruppi adulti A.C. Cittanova di Cremona – S.Agata. S.Agostino S.Ilario – in un incontro di rifessione dedicato all’𝗮𝘁𝘁𝗶𝗺𝗼: cogliere le istanze del presente per uscire da sé e vivere di atti e relazioni efficaci.

 

 

iniziative

Abdelaziz Essid, premio Nobel par la Pace 2015: un’occasione per Cremona, un’opportunità per l’Associazione Passione per Cremona

Venerdì 8 e sabato 9 novembre, Cremona ha l’onore di ospitare un convegno di grande prestigio organizzato dalla Camera Penale di Cremona-Crema. Si svolgerà in due momenti: venerdì pomeriggio, la sessione è dedicata a cittadini e avvocati, sabato mattina agli studenti delle scuole superiori.

Noi di Passione per Cremona abbiamo accettato con entusiasmo l’invito a collaborare e ringraziamo sentitamente l’avvocata Mariateresa Pagliari, del Foro di Cremona, ideatrice del progetto, per averci coinvolti. È stata un’occasione importante per offrire la consulenza richiesta dall’organizzazione, desiderosa di corredare con riferimenti letterari gli interventi degli esperti sul tema dei “diritti fondamentali dell’uomo”. La vicepresidente dell’Associazione, Primula Bazzani, ha proposto il materiale che introdurrà nel corso del convegno di venerdì pomeriggio e sarà letto dall’attore cremonese Massimiliano Pegorini accompagnato al violino da Angela Alessi.

Un bel lavoro di équipe.

Accanto all’avvocato Alessio Romanelli del Foro di Cremona, presidente della Camera Penale di Cremona-Crema, saranno presenti relatori molto autorevoli: gli avvocati Guido Savio del Foro di Torino, socio dell’Associazione per gli Studi Giuridici sull’immigrazione, autore di pubblicazioni sulla rivista “Diritto, immigrazione e cittadinanza” del cui comitato di redazione è inoltre membro; Valerio Spigarelli, del Foro di Roma, dal 2010 al 2014 presidente nazionale dell’Unione delle Camere Penali, ora docente di Procedura Penale alla ‘Scuola di specializzazione per le professioni legali’ presso l’Università La Sapienza; la dott.ssa Paola Scevi, docente di Diritto Penale e direttrice del master in Diritto dell’immigrazione presso l’Università di Bergamo, la prima a istituire in Italia un corso di laurea in questa disciplina presso l’Università di Piacenza. Il giovane avvocato Hilarry Sedu, consigliere dell’Ordine degli avvocati di Napoli, parlerà agli studenti nella sessione del sabato mattina.

Come associazione di cittadinanza attiva per Cremona, è davvero un onore poter fornire un contributo a una serie d’interventi di alto profilo e levatura internazionale.

L’avvocato tunisino Abdelaziz Essid conferisce al convegno una portata ampia, cosmopolita e un livello di grande pregio. Presidente dell’Ordine degli avvocati tunisini, assieme ad altri componenti del “Quartetto per il dialogo nazionale in Tunisia”, nel 2015 è stato insignito del premio Nobel per la Pace, motivazione: «il contributo decisivo nella costruzione di una democrazia pluralista in Tunisia alla luce della rivoluzione dei Gelsomini del 2011. Il Quartetto è riuscito a creare un processo politico pacifico in un momento in cui la Tunisia era sull’orlo della guerra civile. E così ha messo il paese nelle condizioni di stabilire una costituzione e un sistema di governo che garantisca i diritti fondamentali a tutto il popolo tunisino indipendentemente dal genere, dal credo politico o dalla fede».

Componente di una delle quattro organizzazioni del Quartetto (Ordine nazionale degli avvocati di Tunisia, Unione generale tunisina del lavoro, Confederazione dell’industria, del commercio e dell’artigianato, Lega tunisina per i diritti dell’uomo) Abdelaziz Essid è stato fautore della transizione democratica del paese che ha messo fine a oltre vent’anni di potere di Ben Ali. Un risultato importantissimo è stato la ratifica della nuova Costituzione tunisina nel gennaio 2014.

Intervenuto alla conferenza dell’OUA (Organismo Unitario Avvocatura italiana) a Torino nel novembre 2015, Abdelaziz Essid ha ricordato così i terribili giorni del 2011:

«Il 14 gennaio 2011 il dittatore Ben Alì fugge. Lo Stato non esiste più. Il disastro è totale. Pochi hanno il coraggio di fare qualche cosa: non i politici, non le forze dell’ordine, non i giudici. Gli avvocati sì, tutti, senza divisioni. […] Gli avvocati pensano che è in gioco la libertà. Sono novemila avvocati su una popolazione di undici milioni e per la gran parte (due terzi) si sono schierati contro il regime per difendere la libertà e gli oppositori. …
Poi, la prima scintilla, e il popolo che scende nelle strade, e gli avvocati scendono anch’essi nelle strade con le loro toghe per essere baluardi di libertà, per proteggere i manifestanti. Ed è poetica l’immagine degli avvocati schierati in toga che si interpongono tra il popolo e le forze dell’ordine. […]
Il prezzo pagato è alto perché muoiono anche alcuni avvocati. Ma è un dovere essere presenti perché sempre si deve tutelare il diritto. Così ugualmente, quando vi è il terrorismo noi siamo in prima linea, sempre contro chi attenta al valore della libertà.
È stata una cosa straordinaria, eccezionale, questa avvocatura che ha avuto e ha il rispetto generale sancito dalla popolazione.
Dopo il 14 gennaio 2011, l’avvocatura è stata la locomotiva del cambiamento. […]
Il dialogo è un’idea.
Questo è stato il momento in cui abbiamo convocato tutti per il dialogo, per dire sì al confronto e no alla divisione e al sopruso, per difendere la società e diritti.
Così […] il paese ha vinto.
Abbiamo anche convinto il governo islamico eletto a dimettersi per rifare le elezioni, sempre e soltanto con il dialogo. È nostro dovere farlo.
Così è anche per il terrorismo che oggi incombe. Basta un attentato per distruggere il nostro paese, che vive e deve vivere sulla fiducia.
Dopo l’attentato del Bardo, avvocati italiani del Consiglio Nazionale Forense sono venuti a Tunisi, nei nostri giorni bui, per fare un convegno con noi. Penso che una parte del premio Nobel vada anche a voi.
Ora non chiediamo aiuto. È il tempo per chiedere solo solidarietà, come facenti parte della società civile e come avvocati per la mobilitazione globale del paese contro il terrorismo.
Partecipare tutti in questo disegno è necessario.»

Parole di cui fare tesoro.